Cosa abbiamo sentito allo IAB Forum

Bene, ormai e' passato qualche giorno, ma ancora non mi sento ispirato. Vuol dire che l'evento e' andato benissimo, oppure vuol dire che era gia' stato scritto tutto. Prima dell'evento.
Vediamo un po' di fare qualche bilancio, partendo da cio' che sappiamo. Eh si, io in realta' non mi sono soffermato tanto, in ufficio il lavoro e' un po' pressante. Certo, a volte sarebbe bello avere il tempo per giocare anche noi sul web, fare progetto 'bbelli, di quelli che ti stampano il faccione sul Daily. Meglio di no, l'unica volta che mi sono visto su NetForum mi sono spaventato e sono corso dal dietologo ("Ah! Ancora Lei? Vedo che si e' ripreso tutti i suoi 8 kg!").
Vista la gia' lamentata carenza di ispirazione, cerco di aggrapparmi alla tecnica, come facevo quando campavo come musicista; vado per ordine.

"Il mercato cresce": eh si', l'hanno detto. Aggiungendo "non come dovrebbe". La sindrome da Calimero nei confronti della TV e' ormai patologica.

"Siamo un media vero"; sentito, con qualche stonatura nel coro, da parte di Testa e Malgara. Quest'ultimo ha fatto arrabbiare Layla con la parabola del vanghetto.

"E speriamo che le aziende si rendano conto dell'importanza di questo mercato": detta, al solito. A concessionarie e centri media i soldi facili, sfilati dal portafoglio del cliente. Sul valore generato si parlera' poi, c'e' tempo per un'altra crisi prima. Corollario: "le aziende devono essere piu' coraggiose". Loro, si. I centri media, no. Le loro overcommission restino al sicuro, please.

"Web 2.0 come scribai con confandina": antani, l'han detto. Non s'e' quasi parlato d'altro. Aspettiamo la vera esplosione di You Tube (anzi, pornTube), con il Kevin Federline Generated Content.

"I blogger": ne han parlato un po' meno di quel che mi aspettavo. Pero' hanno messo su un blog, scordandosi di censurare l'intervista a Luca Ascani che piccona le certezze degli espositori. Credo che il suo assunto sia stato: "ho pagato, quindi adesso dico quel che voglio". Non fa una grinza; tanto non lo capiscono.


Come dicevo, ci sono andato. Ho visto qualche slideware della prima mattinata, mi sono perso il vanghetto di Malgara per prendere posto al lunch gentilmente offerto da Virgilio e ho conosciuto Lele Dainesi e un po' di bella gente. Roberta e Chiara erano in forma strepitosa, peccato non poter comprare banner dalla seconda, i suoi utenti 'ggiovani pensano piu' agli ormoni che alla finanza. Fuori target. Stand carini, sono passato davanti a quello di una multinazionale del marketing relazionale e in quell'istante il loro logo di cartone e' crollato miseramente a terra. Son segnali. Sono poi tornato il giorno dopo per gustarmi le case history, ossia la parte peggiore del Forum. Campagne di 6 mesi per 30.000 click, spero per loro che le abbiano pagate poco, e che nel frattempo si siano distratti giocando al solitario di Windows. Tristezza. C'era anche uno che anziche' raccontare la sua case history spiegava la bellezza di Internet e le meravigliose avventure degli avatar su Superfighetto. Sto cercando di riprodurre un personaggio con la sua faccia per mandarlo su Second Life e vedere quanto sopravvive prima che gli sparino. Virtualmente, of course. Spero che non legga il post, potrebbe costringere la sua azienda a sponsorizzare un'isola, pagandola con soldi veri anziche' Linden Dollars.
Insomma, le case history dell'anno scorso erano molto meglio, ma l'evento di quest'anno dal punto di vista organizzativo e' venuto bene (per il benissimo serve piu' puntualita'). Ho visto venditori che se la facevano con altri venditori, prospect non ne ho scorti moltissimi; cari miei, novembre e' periodo di budget, non c'e' molto tempo per queste cose, che poi sono le solite. Andando a leggere i blog autopromozionali che si trovano in giro, qualche ragazzino che crede di essere un opinion l(e)ader ha elencato i nomi di coloro che hanno avuto l'onore di fare la sua conoscenza. Insomma, sembra di essere tornati al 1999, un circolo speculo-virtuoso di soldi mal investiti - hype - aperitivi.

Dimenticavo: Marco Loguercio aveva ragione, quando ha parlato lui erano tutti stremati, e la sala era ormai vuota. Beh, questo la dice lunga su come il mercato percepisca le priorita' :-)

Etichette:

posted by Mascetti @ 1:00 AM,

4 Commenti:

At 11:34 AM, Anonymous Anonimo ha berciato...

Però clienti quest'anno se ne sono visti parecchi, anche i cosidetti "Big Spender". Speriamo che non abbiano sentito Malgara e Ascani altrimenti l'anno prossimo ci conviene stare tutti a casa.
Domanda: "ma allo IAB veramente tutti dicono quel cavolo che vogliono?"

 
At 12:14 PM, Blogger Mascetti ha berciato...

Caro Anonymous, anziche' comprare realta' fittizie, i big spender preferiscono fatti concreti. Quel che sappiamo e' che:
- Internet non fa branding
- i progettini da 30.000 click servono a giocare con le slide prima degli aperitivi, e il loro impatto sul business e' lo stesso che puo' avere l'esibizione di un clown.
E poi, se i big spender vengono allo IAB, forse c'e' un problema. Ci dovrebbero venire quelli che forse in futuro spenderanno. Sai cosa me ne puo' fregare a me, che investo qualche milione di euro sul Web, di sentirmi dire che il Web e' importante.
Riguardo ad Ascani, credo che abbia diritto di cittadinanza. Ha dimostrato di essere in grado di generare valore per i suoi clienti e per se stesso. L'anno prossimo si resta a casa se si continua a vendere fuffa, non se parlano quelli che dicono la verita'.
Chi ha elementi per confutare queste tesi, e' benvenuto.

 
At 8:44 AM, Anonymous Marco ha berciato...

oh finalmente..
l'altra sera te l'ho sollecitato visto che quest'anno con il cambio job non sono riuscito a venire..
un curiosità: "sembra di essere tornati al 1999, un circolo speculo-virtuoso di soldi mal investiti - hype - aperitivi"...
ma le standiste?!?!?

 
At 8:01 PM, Blogger Mascetti ha berciato...

Beh, fra standiste e account si sarebbe entusiasmato anche un vescovo :-D

 

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home