Cribbio!
mercoledì, marzo 29, 2006
posted by P @ 11:52 AM,
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Professione cliccatore
martedì, marzo 28, 2006
Non abbiamo azionato la macchina del tempo; non siamo tornati al 1999. Quel che leggiamo e' assolutamente vero e attuale, accessibile all'indirizzo http://www.telelavorohelp.com/
Dunque quoto:
PERCHE' QUESTO SITO
Cominceremo col precisare di quale TELELAVORO parliamo. Chiunque si mette davanti alla tastiera del proprio computer in cerca di un sistema per guadagnare e, una volta trovatolo, lo eserciti onestamente, sta compiendo un TELELAVORO. E' TELELAVORO, quindi, quello svolto da intellettuali per le grandi imprese o da liberi professionisti ed e' ugualmente TELELAVORO quello svolto da giovani in attesa di occupazione, da impiegati, pensionati e casalinghe che cercano di "arrotondare". A questi ultimi è dedicato questo sito che offre possibilità lecite che possono far guadagnare in funzione del tempo che ci si dedica. Seguiranno, a breve, altre opportunità.
APERTURA E-MAIL
IN COSA CONSISTE: ti iscrivi ai siti degli sponsor da noi suggeriti o ad altri che troverai, ricevi le e mail, apri le stesse, clicchi sui link e visiti gli inserzionisti per un tempo stabilito. PERCHE' PAGATI: è un po’ come l’AUDITEL. Chi ti paga può dimostrare alle ditte inserzioniste che tante persone visitano quotidianamente i loro siti, quindi possono vendere meglio i loro spazi pubblicitari. COSA DEVI FARE: stampa la pagina "COME ISCRIVERSI", apri una delle pagine degli Sponsors e clicca sul banner che ti interessa. All'apertura della pagina clicca "SIGN" o "JOIN" per iscriverti. Continua ad operare seguendo le istruzioni dettagliate riportate nella pagina che hai stampato.
In caso di difficoltà interpretative scrivi pure a "CONTACT ME" cliccando in fondo alla pagina. Buon lavoro e .... "IN BOCCA AL LUPO"
Questa e' vera efficienza! L'inserzionista paga solo i click e i lead!
posted by Mascetti @ 6:17 PM,
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Il web 2.0 in loghi
lunedì, marzo 27, 2006

Via Relaciones Pùblicas
posted by P @ 8:48 AM,
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CocaCola chiama a "raccolta" i suoi consumatori
venerdì, marzo 24, 2006

Uno dei punti deboli delle collection è la raccolta dei bollini: ritagliarli e spedirli sono operazioni poco gradite ad un target giovanile. Ecco allora che CocaCola ha pensato di liberarsi delle vecchie raccolte punti utilizzando codici alfanumerici univoci impressi su tutte le confezioni.
Se lo strumento in sé non è del tutto nuovo, quello che colpisce è l'enorme numero di codici veicolati: ben 4 miliardi per un montepremi da favola di 50 milioni di dollari!
My Coke Rewards è senza dubbio la più ampia operazione promozionale organizzata da CocaCola nel Nord America in tutta la sua storia.
Basta andare su MyCokeRewards.com, per creare un account e cominciare a collezionare codici inserendoli via web o anche via SMS.
Ma piuttosto che puntare su un unico super-premio (ricordate la promozione PEPSI da un miliardo di dollari?) ha pensato bene di abbinare ai premi ad estrazione anche regali sicuri.
Attraverso una raccolta punti a fasce il consumatore vede premiata la sua fedeltà con la possibilità di ricevere tantissimi premi diversi: dalla musica da scaricare ai film di BlockBuster, a premi collegati alla fase conclusiva della stagione del basket NCAA (National Collegiate Athletic Association), ecc.
Non mancano ovviamente premi cash (10 mila dollari) per il fortunato che ogni giorno viene estratto.
fonte: trandora.it
posted by Guardasigilli @ 10:08 AM,
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Supercazzola e' Web 2.0 certified!!
giovedì, marzo 23, 2006
Ecco la prova!
(grazie a Hexholden di Infoservi). Rinnego subito questo vecchio post!
posted by Mascetti @ 10:56 PM,
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Internet si tinge di rosa
martedì, marzo 21, 2006
Entro la fine del 2007 la maggior parte del popolo del Web sarà femminile e le italiane potrebbero guidare la carica online. E' questa la previsione di uno studio della Eiaa, l'associazione delle agenzie pubblicitarie in Europa, che ha analizzato l'evoluzione "rosa" della Rete intervistando un campione di donne italiane, inglesi, francesi, tedesche, spagnole, belghe, olandesi e scandinave.
Secondo la ricerca, nel 2005 il 41% delle europee ha trascorso circa 9,3 ore a settimana sul Web, con un aumento del 63% rispetto al 2003. Dato che supera ampiamente l'incremento dei cybernauti mashi, fermi a un +54% con 11 ore alla settima, e che sottolinea ancora una volta l'appeal della Rete tra il pubblico femminile. "Se continua così - ha spiegato Emanuela Pignataro, di Msn - nel 2007 le donne saranno di gran lunga più presenti sul Web degli uomini".
A guidare la riscossa rosa dell'online, stando sempre allo studio della Eiaa, sono le donne tra i 16 e i 25 anni, le giovani professioniste e le mamme. Ma cosa cercano le donne su Internet? Nella speciale graduatoria dei servizi Web più frequentati dalle europee spiccano soprattutto i motori di ricerca, i portali dedicati ai viaggi, la posta elettronica, le news, la musica e i blog.
E non è tutto qui. Sfogliando le pagine del rapporto, emerge inoltre un notevole incremento dell'interesse anche per le aste online, l'e-commerce e l'home-banking. Un ruolo centrale nell'invasione femminile della Rete l'ha avuto certamente la diffusione della banda larga e la maggiore velocità delle connessioni che garantisce operazioni veloci e risparmi di tempo.
"Solo tre anni fa il 48% delle europee non sapeva neanche dire se aveva o no un collegamento broadband, oggi quella percentuale si è ridotta al 5% e oltre il 60% naviga con connessione veloce - ha spiegato Michael Kleindl, presidente della Eiaa - L'audience femminile sfrutta appieno la velocità e la convenienza della banda larga per risolvere e semplificare i più diversi aspetti della vita quotidiana". Uomini avvertiti. SU Internet presto potrebbero essere in minoranza.
fonte: Tgcom
posted by Guardasigilli @ 5:25 PM,
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Internet Explorer 7
giovedì, marzo 16, 2006
posted by P @ 6:30 PM,
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LG inaugura il bar "più pulito" di Parigi
mercoledì, marzo 15, 2006
LG , multinazionale coreana specializzata nell'elettronica di consumo, ha inaugurato a Parigi il primo wash bar, punto d'unione tra un locale di tendenza e una lavanderia.
L'idea è decisamente innovativa, e ha come scopo promuovere i nuovi modelli di lavatrice presso un target giovane e modaiolo, tradizionalmente poco sensibile alla pubblicità tradizionale utilizzata per la promozione degli elettrodomestici.
Questa trovata deriva da un'analisi di mercato su abitudini e stile di vita del target di riferimento: ben l'80% dei giovani parigini che non vivono più in famiglia trascorre in una settimana mediamente un'ora al bar e almeno 45 minuti in una lavanderia automatica, è poco interessato alla televisione e ama fuggire dalle mura domestiche.
Ecco allora la soluzione: creare un locale alla moda all'interno del quale, tra tavolini di design e ceste del bucato, sia possibile incontrarsi con gli amici, ma anche ascoltare musica o guardare la televisione, il tutto ovviamente utilizzando prodotti LG. Ma la vera novità del locale è la zona lavanderia all'interno della quale è possibile fare gratuitamente il bucato (sono forniti anche i detersivi), provando i nuovi elettrodomestici della multinazionale coreana, sorseggiando cocktails con nomi che richiamano il mondo della detergenza e del pulito.
Questa idea di marketing presenta diversi vantaggi: riesce ad avvicinare un target sfuggente al mondo degli elettrodomestici bianchi in maniera divertente, consentendo ai ragazzi di non vivere più l'appuntamento con il bucato come una noiosa incombenza ma come un momento di svago, promuove un vero e proprio tryadvertising dei prodotti, compresi televisori e stereo e contribuisce a dare un'ottima visibilità alla marca. La notizia infatti sta facendo il giro della rete e in molte altre nazioni si pensa già di ripetere l'esperimento.
Tra le possibili riserve bisogna tenere conto del fatto che l'utilizzo delle lavatrici da parte dei ragazzi è vincolato all'aspetto ludico derivante dall'abbinamento con il bar: non necessariamente quindi il successo del locale si tradurrà in maggiori vendite di questi elettrodomestici, a maggior ragione visto che si tratta di persone che generalmente frequentano lavanderie e quindi sono poco intenzionate, per motivi economici o per inclinazioni personali, a farsi il bucato in casa.
Se però vediamo il wash-bar come un occasione per promuovere non solo il brand ma anche una vasta gamma di prodotti LG (televisori, stereo, lettori MP3, lettori DVD e tutto quello che si mette a disposizione degli avventori), allora è chiara la rilevanza del progetto.
fonte: Max Da Via' su mymarketing.it
posted by Guardasigilli @ 9:34 AM,
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Out of office
martedì, marzo 07, 2006

Mascetti emigra a sud per una settimana. Agli implacabili Perozzi & Guardasigilli la gestione di Supercazzola e tutto il resto :-)
posted by Mascetti @ 8:58 PM,
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Ipse dixit
"La pubblicità emoziona, innamora, seduce. Suscita emozioni. Un chilo di pubblicità può contenere 999 grammi di razionalità, ma brillerà e si distinguerà per il suo grammo di follia".
(Luis Bassat)
posted by Guardasigilli @ 3:08 PM,
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Dvb-h: televisione digitale in movimento

A giugno, in coincidenza con la manifestazione dei Mondiali di calcio 2006, verrà lanciata da «3» la prima applicazione destinata a rivestire un'importanza fondamentale nel mondo della telefonia mobile: la TV sul telefonino. I nuovi terminali saranno dotati di uno schermo da 2,2 pollici, in grado di ruotare e di assumere la forma di un classico televisore.
Per l'occasione, «3» ha creato un vero e proprio brand: si chiamerà «La 3» (una sfida a Telecom per la sua «La 7»?). Si potranno vedere i tre canali Rai, un unico canale Mediaset con un "medley" di Canale 5, Rete 4 e Italia 1, quattro canali Sky (Cinema, Sport, Vivo e Tg24), un canale di cartoon ed uno di musica. E infine i 3 canali "autoprodotti" da «3». «La 3 Sport», «La 3 Show» e «La 3 Star». Secondo Vincenzo Novari, amministratore delegato di «3», La 3 Star sarà un canale fatto dalla community: «Indiremo un concorso per cortometraggi, ci sarà spazio per format nuovi e sperimentazioni».
Una novità assoluta che migliorerà la vita o un buco nell'acqua?
fonte: Marketing Journal
posted by Guardasigilli @ 9:10 AM,
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Spot fatti in casa...
domenica, marzo 05, 2006
Ieri sera ero in missione al Warner Village. Mia moglie ama i bei film, e ogni tanto accetto di buon grado di seguirla. Spesso le sale del Warner sono un buon terreno di test: quando viene proiettato uno spot, basta voltarsi un attimo verso la platea per avere il polso del gradimento, oppure una minima percezione dell'attenzione che lo spot suscita.
Bene, prima che partisse la proiezione di Syriana, ecco che arriva il consueto bollone a tutto schermo, ormai usuale monito per chi ama guardare i Divx scaricati da Fastweb... ma tutto accade in maniera un po' diversa.
Nella scena due adolescenti, al massimo dei loro GRP ormonali, si piazzano davanti a un monitor per guardare un film appena uscito. Le immagini sono però indecifrabili, e lei decide di concedere le proprie grazie a un altro: quello che c'ha i soldi per portarla al cinema. Insomma, lui non aveva testato il Divx (cosa improbabile) e lei (recidanto con piglio da ragazza da ribaltabile) aveva gia' pianificato la serata con un altro e aspettava il pretesto giusto...
La reazione della platea è prevedibile: un boato di disapprovazione e risate sarcastiche.
Prima di postare, ho fatto un paio di ricerche su google, non sia mai che il lavoro sia fatto da agenzie che mi conoscono e magari sanno dove abito... nessun pericolo: come si può leggere sull'archivio di 35mm.it,
Chi usa un dvd pirata è uno sfigato!". E' questo il minaccioso slogan/messaggio del nuovo spot antipirateria audiovisiva ideato da Antonello Sarno, giornalista cinematografico di "Studio Aperto", e prodotto da Vito Sinopoli, Presidente dell'Editoriale Duesse (casa editrice leader delle riviste specializzate nel settore cinema e homevideo), patrocinato e sostenuto da Univideo, il cui presidente Davide Rossi ha creduto nell'idea alla quale anche l'Anica ha aderito con forza e convinzione.
Insomma: campagna autarchica ideata da giornalisti e personaggi del mondo del cinema.
No comment: ridateci le agenzie di pubblicità!!
posted by Mascetti @ 12:04 PM,
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Futuro prossimo..
venerdì, marzo 03, 2006
Quoto uno degli ultimi capolavori del maestro di tutti noi: personalitaconfusa.it
Mattina di una bella giornata di sole: ero alla finestra quando un passerotto mi è volato sulla mano. Stava lì, sul palmo, e non aveva paura. Che tenerezza. Ho pensato di accarezzarlo, per comunicargli in qualche modo quanto gradissi la confidenza che si stava prendendo. “Come stai piccolino? Hai freddo? Vuoi che ti porti un piatto di briciole di pane raffermo per cibarti?” Cip cip, mi ha risposto. Che amore.
Poi però, all'improvviso, lui ha girato le orbite degli occhi all'indietro, ha rizzato le penne come un istrice e mi ha beccato forte sul viso – ferendomi; poi ha tirato su col naso e mi ha sputato addosso un liquido viola e filamentoso.
Oddio, ma che succede?
Colto di sorpresa, non so come reagire: il passeriforme mi entra in casa e comincia a cacare guano nero ovunque, e in quantità stranamente copiosa.
- Ehi uccellaccio ma cosa stai facendo????
- Ah ah cip cip 'sta cippa!
- Ma parli pure?
- Ho l'aviaria, coglione.
Ma questo e' solo l'antefatto... guardate un po' il seguito!
posted by Mascetti @ 4:53 PM,
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Product placement
giovedì, marzo 02, 2006
Il consumatore cerca di evitare la pubblicità e la pubblicità si inserisce nelle pellicole cinematografiche.
Stiamo parlando del fenomeno, sempre più diffuso, del product placement; un nuovo strumento di marketing che si realizza ogni qualvolta un brand diventa protagonista o figurante in uno spettacolo, legandosi alla sua trama o alla sua sceneggiatura.
Sia esso visuale, verbale o integrato, il product placement è la nuova frontiera dell' advertising che si differenzia dagli inserimenti pubblicitari, dalle promozioni e da ogni altra forma di sponsorizzazione.
C'è chi lo ha definito "brand entertainment", riferendosi ai casi in cui il marchio diventa protagonista della storia.
Da numerose indagini di mercato è emerso che il prodotto/brand, ogni qualvolta viene percepito in modo positivo all'interno della storia rappresentata nei film, ha avuto un ritorno in termini di vendite molto positivo. Un caso eclatante di questo fenomeno è quello delle caramelle Reese's Pieces, che inserite nel film ET, hanno raggiunto un incremento di vendite del 66% subito dopo l'uscita del film.
Oltre al product placement tradizionale , si sta diffondendo anche un tipo di product placement detto virtuale, realizzabile nelle produzioni televisive seriali, che serve per dare la possibilità agli inserzionisti di valutare il successo della serie televisiva prima di effettuare l'investimento. Il product placement virtuale consiste, infatti, nell'inserire, in un secondo momento, immagini tridimensionali dei prodotti da pubblicizzare, perfettamente integrate con le riprese originarie.
Favorevoli o contrari?
fonte: www.comunicazioneitaliana.it
posted by Guardasigilli @ 9:28 AM,
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