Ti perquisisco la sede
domenica, novembre 26, 2006
Dunque: quattro ragazzi sottosviluppati pestano e postano. Con buona pace del povero disabile, la vittima, su chi si concentrano gli sforzi di polizia? Sulla forza vendita italiana di Google Inc, notoriamente dedicata a staccare contratti Adwords e non a gestire tecnologie.
Ok, la prossima volta che il simpaticone che mi fa gli squillini al telefono di casa decide di allietarmi un altro sabato mattina, denuncio il 187 alle fiamme gialle. D'altra parte Telecom non dovrebbe forse controllare preventivamente il contenuto di cio' che passa dalla loro infrastruttura, secondo il ragionamento esimio della GdF?
posted by Mascetti @ 7:24 PM,
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Marketing dei segnali stradali
mercoledì, novembre 22, 2006
Dalla Danimarca con ardore.
posted by Mascetti @ 9:04 PM,
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Per chi mi ha scritto stamattina...
... la risposta che vorrei dare, in versione buzz marketing :-)
posted by Mascetti @ 12:19 PM,
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Facciamo un corporate blog?
domenica, novembre 19, 2006
Questa mattina ho preso una boccata d'aria. Abito in Brianza da 6 anni, al confine tra le province di Milano e Lecco, e non ho mai avuto tantissimo tempo per conoscere il territorio. Ieri ho fatto un giro su Google Earth e ho scoperto che qua vicino, sull'Adda, c'e' una suggestiva oasi, puoi fare birdwatching su aironi, falchi e paperette, e camminare in mezzo alla natura. Quando io e la mia paziente consorte abbiamo finito una salutare scarpinata di 10 km, ho riacceso il pc per prepararmi in vista dello user group di Doubleclick che ci sara' domani, cercando di limitare il rischio di brutte figure. Prima, pero', ho riletto i commenti al post su Bonduelle, e mi e' venuto in mente di fare un giro su Alexa. Infatti c'e' un interrogativo che mi tormentava gia' nel 1999: "perche' un utente dovrebbe visitare il mio sito", che ora si evolve in
"Perche' un utente dovrebbe visitare il mio corporate blog?"
Ho scelto tre casi: Moruzzi perche' mi e' simpatico, ha un blog senza corporate e quindi funge da perfetto "campione di controllo"; Samsung Italia perche' Andreutti, che non conosco, sembra simpatico e competente, mentre il blog e' facile da analizzare (ha un dominio apposito, anzi due, ho tirato una moneta e ho guardato il .com e non il .net); infine, il blog di Grazia (grazia.blog.it) perche' sono onorato che Mafe, pilastro della niu economi italiana, si disturbi a commentare il nostro blog, notoriamente votato al cazzeggio scherzoso, anziche' andare in giro a valorizzare coi prospects il suo raffinato expertise, costruito sui successi di C6, Atlantide e, perche' no, del blog di Grazia. E qui, un primo problema statistico: grazia.blog.it e' un dominio di terzo livello, quindi Alexa, se non sbaglio, rilevera' tutto il traffico sul dominio di secondo livello. Vabbe', facciamo finta che tutto il traffico di blog.it appartenga a Grazia, magari e' cosi'.

Interessante. Il cazzeggio di Max, competente & autoriferito, con il suo manipolo di visitatori affezionati, massacra due progetti apparentemente ben studiati e strutturati e, probabilmente (in un caso almeno), *pagati*. Chapeau Max, che le performance di DTCM siano con te.
Rivolgiamo ora la nostra attenzione ai due Corporate Blog, peraltro citati in alcune slide proiettate allo IAB.
Il blog di Andreutti e':
- monoautore
- aggiornato 1 o 2 volte a settimana
- senza commenti (comprensibile, al di la' del blog c'e' da pensare al business)
Il blog di Grazia ha indicatori di febbrile attività, che ricopio:
Statistiche da marzo:
Post: 766 (circa 20 a settimana), Parole nei post: 218.905, Commenti: 6.850, Parole nei commenti: 289.346
Eppure, il traffico e' molto simile a quello di Samsung.
Strano.
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posted by Mascetti @ 5:23 PM,
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Non spariamo sul vanghetto
venerdì, novembre 17, 2006

Layla si e' proprio offesa. Il succo del suo ragionamento, come lo interpreto io: "Come osa Malgara, che ho tanto faticato a portare qui, con l'intento di fargli dire che le aziende devono togliere soldi alla TV per deviarli su qualche miliardata di leaderboard, a dire che Internet serve tuttalpiu' a lanciare prodotti di nicchia come il vanghetto?".
Dopodiche' ha dato prova della sua ancor scarsa confidenza col search engine marketing, che pur vorrebbe utilizzare per far crescerela bottom line di IAB NMR, fallendo nel reperire ulteriori informazioni sull'oggetto citato da Papa' Olio Cuore. Layla cara, madrina di tutti banneristi d'Italia: prova anche Google Images :-)
E se Malgara fosse invece troppo ottimista? Voglio un caso, uno solo, in cui il Web abbia funzionato (veramente) come canale pubblicitario esclusivo di lancio di un prodotto/brand non digitale. Ho detto canale pubblicitario. Astenersi motori di ricerca. E astenersi case history che non hanno avuto lancio, ma solo effetto passaparola (Google, eBay, Youtube, Amazon, peraltro digitali)
Finche' non lo vedo, le mie case history di riferimento rimangono le stesse, quando mi parlano di "lanciare prodotti attraverso il web":
Banca Primavera (digitatelo voi, www.bancaprimavera.it)
Polix
Easy Driver (ops, questa esiste ancora...)
Sorry but... :-)
E questa volta chioso con una morale: "chi lavora per differenza non fa la differenza". Ragazzi del Web, lasciate in pace la TV e cercate di fare meglio il vostro mestiere... che non ci vuole molto a imparlarlo bene!
posted by Mascetti @ 8:04 PM,
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Bonduelle 2.0
mercoledì, novembre 15, 2006
Inquietante segnalazione di Minimarketing. Yet another flog. Un tempo i fake si riferivano solo alle foto delle celebrities. Domanda agli appassionati (esempio) dell'hype 2.0: chi e perche' dovrebbe andare su questo sito? Pardon, volevo dire "blog".
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posted by Mascetti @ 1:40 PM,
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Cosa abbiamo sentito allo IAB Forum
Bene, ormai e' passato qualche giorno, ma ancora non mi sento ispirato. Vuol dire che l'evento e' andato benissimo, oppure vuol dire che era gia' stato scritto tutto. Prima dell'evento.
Vediamo un po' di fare qualche bilancio, partendo da cio' che sappiamo. Eh si, io in realta' non mi sono soffermato tanto, in ufficio il lavoro e' un po' pressante. Certo, a volte sarebbe bello avere il tempo per giocare anche noi sul web, fare progetto 'bbelli, di quelli che ti stampano il faccione sul Daily. Meglio di no, l'unica volta che mi sono visto su NetForum mi sono spaventato e sono corso dal dietologo ("Ah! Ancora Lei? Vedo che si e' ripreso tutti i suoi 8 kg!").
Vista la gia' lamentata carenza di ispirazione, cerco di aggrapparmi alla tecnica, come facevo quando campavo come musicista; vado per ordine.
"Il mercato cresce": eh si', l'hanno detto. Aggiungendo "non come dovrebbe". La sindrome da Calimero nei confronti della TV e' ormai patologica.
"Siamo un media vero"; sentito, con qualche stonatura nel coro, da parte di Testa e Malgara. Quest'ultimo ha fatto arrabbiare Layla con la parabola del vanghetto.
"E speriamo che le aziende si rendano conto dell'importanza di questo mercato": detta, al solito. A concessionarie e centri media i soldi facili, sfilati dal portafoglio del cliente. Sul valore generato si parlera' poi, c'e' tempo per un'altra crisi prima. Corollario: "le aziende devono essere piu' coraggiose". Loro, si. I centri media, no. Le loro overcommission restino al sicuro, please.
"Web 2.0 come scribai con confandina": antani, l'han detto. Non s'e' quasi parlato d'altro. Aspettiamo la vera esplosione di You Tube (anzi, pornTube), con il Kevin Federline Generated Content.
"I blogger": ne han parlato un po' meno di quel che mi aspettavo. Pero' hanno messo su un blog, scordandosi di censurare l'intervista a Luca Ascani che piccona le certezze degli espositori. Credo che il suo assunto sia stato: "ho pagato, quindi adesso dico quel che voglio". Non fa una grinza; tanto non lo capiscono.
Come dicevo, ci sono andato. Ho visto qualche slideware della prima mattinata, mi sono perso il vanghetto di Malgara per prendere posto al lunch gentilmente offerto da Virgilio e ho conosciuto Lele Dainesi e un po' di bella gente. Roberta e Chiara erano in forma strepitosa, peccato non poter comprare banner dalla seconda, i suoi utenti 'ggiovani pensano piu' agli ormoni che alla finanza. Fuori target. Stand carini, sono passato davanti a quello di una multinazionale del marketing relazionale e in quell'istante il loro logo di cartone e' crollato miseramente a terra. Son segnali. Sono poi tornato il giorno dopo per gustarmi le case history, ossia la parte peggiore del Forum. Campagne di 6 mesi per 30.000 click, spero per loro che le abbiano pagate poco, e che nel frattempo si siano distratti giocando al solitario di Windows. Tristezza. C'era anche uno che anziche' raccontare la sua case history spiegava la bellezza di Internet e le meravigliose avventure degli avatar su Superfighetto. Sto cercando di riprodurre un personaggio con la sua faccia per mandarlo su Second Life e vedere quanto sopravvive prima che gli sparino. Virtualmente, of course. Spero che non legga il post, potrebbe costringere la sua azienda a sponsorizzare un'isola, pagandola con soldi veri anziche' Linden Dollars.
Insomma, le case history dell'anno scorso erano molto meglio, ma l'evento di quest'anno dal punto di vista organizzativo e' venuto bene (per il benissimo serve piu' puntualita'). Ho visto venditori che se la facevano con altri venditori, prospect non ne ho scorti moltissimi; cari miei, novembre e' periodo di budget, non c'e' molto tempo per queste cose, che poi sono le solite. Andando a leggere i blog autopromozionali che si trovano in giro, qualche ragazzino che crede di essere un opinion l(e)ader ha elencato i nomi di coloro che hanno avuto l'onore di fare la sua conoscenza. Insomma, sembra di essere tornati al 1999, un circolo speculo-virtuoso di soldi mal investiti - hype - aperitivi.
Dimenticavo: Marco Loguercio aveva ragione, quando ha parlato lui erano tutti stremati, e la sala era ormai vuota. Beh, questo la dice lunga su come il mercato percepisca le priorita' :-)
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posted by Mascetti @ 1:00 AM,
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Neologismi del Marketing
martedì, novembre 07, 2006
Cool Hunting. L'ho visto su Ninjamarketing. Come si pronuncia?
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posted by Mascetti @ 2:05 PM,
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Cosa sentiremo allo IAB Forum?
venerdì, novembre 03, 2006
La data si avvicina. Per il quarto anno consecutivo mi appresto ad assistere a questo lieto evento. Le altre volte si presentava come una specie di rituale orgiastico, in cui centinaia di persone si accalcavano in un ampia location (generalmente poco areata) , e in preda a un delirio collettivo si scambiavano sorridenti ottimismi su un mercato che fattura quanto un punto vendita di Media World. Ah, quanti punti vendita hanno loro in Italia? Una sessantina? Ops.
La prima volta che ci sono andato ero un pivello dell'online adv, e pure un po' credulone. Ciononostante il mio cliente, nell'occasione, aveva fatto un figurone proiettando il *mio* slideware (che delizia, quei pallogrammi in 3d) per la sua case history. Poi mi ha assunto, e non ci hanno piu' chiamato. Sigh. Dicono che noi non facciamo adv online "vero", anche se spariamo un miliardo di impression all'anno, bannerino piu' bannerino meno. Amen. I veri maestri del branding online, loro si' che meriterebbero. Pagano bene, CPM da gourmet. E, soprattutto, non misurano. Cribbio.
Dunque, proviamo a immaginare gli hot topics della kermesse 2006. Alcuni temi sono riproposti dagli anni passati, ma cio' non e' una novita':
"Il mercato cresce": versione altisonante dell'antico adagio delle concessionarie ("sai, siamo in overbooking"). Ottima notizia, risuonava anche quando l'online era tenuto in vita da porno, loghi e suonerie.
"Perche' adesso siamo un media vero": in quanto tale, capace di trasferire valori emozionali e costruire una marca. I banner non come strumento di direct, piuttosto creativita' da guardare ma non cliccare. Insomma, hanno l'impatto visivo di uno sticker attaccato al palo del semaforo, solo che si muovono. E chi li clicca, e' contro il branding. Plebeo, Digital Marketing 1.0.
"E speriamo che le aziende si rendano conto dell'importanza di questo mercato": c'e' uno che lavora ai motori di ricerca che l'ha detta sul Daily.... caro mio, cosa hai fatto per spiegare l'importanza di cui parli? Come dice un collega d'oltreoceano, che mi e' gia' capitato di citare: "I think it’s actually not so much corporate reluctance as a failure on the side of advertising agencies. Corporate marketers, especially brand marketers, generally take the lead from their brand advertising agencies or lead media agencies. Just in the way that priorities stack up, general agencies don’t highly regard the interactive space, and the media planners have, for many years, not had the online media components. When they start their planning, they look at TV and how many GRPs do we need and what kind of outdoor, magazine or radio advertising do we need to support it. Whatever gets left over maybe goes to Internet marketing." Beh, lui lo diceva nel 2003, qui e' diverso 3 anni dopo? Sarebbe bello capire cosa serva Internet, per esempio, al largo consumo. Su su, raccontatecelo. Con i numeri, please. Possibilmente credibili.
Beh, questi sono i canti che sentiamo da anni. Nonostante l'agenda non contenga minacce significative di web 2.0, non ci credo che la madre di tutte le supercazzole non faccia la sua dirompente comparsa:
"Mi scusi, come se fosse antani anche per lei soltanto in web 2.0, oppure in quattro anche scribai con user generated content" Bah. Sento da anni parlare di contenuti aggratis, generati dagli utenti. Poi non li guarda nessuno perche' fanno schifo. In compenso:
"Il web 2.0 e' condivisione": cacchio, gli ultimi giorni passo troppo tempo su YouTube a guardarmi i video degli anni '80. C'e' anche Den Harrow che canta in playback al Festival Bar. Mi sto facendo delle playlist infinite e rigorosamente gratis. Se le Major, invece di rompere i cabasisi a eMule e ai provider, dessero un'occhiata alla roba che gira li' sopra, succederebbe un bel pienone. Alla fine, la morale e' sempre quella: fai il download gratis con Gnutella. Ma quella roba li', era web 1.0, mica un trademark di O'Reilly. E chissa' perche' MSN messenger e' 2.0, mentre ICQ era 1.0; o perche' Skype e' 2.0, e le altre decine di sw simili erano 1.0. Chissa' perche' farsi un sito personale con Frontpage era 1.0, e farselo su blogspot e' 2.0. Tanto cosa cambia, se il tuo sitarello non se fila nessuno? Intendiamoci, e' tutto un "Io ce l'ho piu' blog del tuo...". A proposito di blog:
"I blogger sono influenti"; "Le aziende *devono* farsi il corporate blog": beh, qui sopraggiunge il mio limite di incompetenza. Soprattutto dopo aver letto gli immensi contributi di Stefano Hesse e Minimarketing. Mi hanno rimesso di buonumore, dopo che ero stato inacidito da tonnellate di aria fritta.
Comunque ci vado, c'e' un sacco di bella 'ggente. E poi ci sono le case history. I relatori di turno non sempre hanno roba interessante da raccontare; ma quando capita, vogliono fare bella figura, e confessano un sacco di notizie interessanti. Solo per i pochi che sono rimasti in zona: si sa, politici ed espositori, giustamente, devono mantenere la precedenza, prima che i ricchi prospect se ne vadano esausti :-)
Etichette: supercazzole
posted by Mascetti @ 11:09 PM,
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